Roma, 8 nov – “Non è possibile capire la cultura italiana senza conoscere la lingua italiana”.
E’ il messaggio lanciato oggi da Giovanni Tassello, Presidente della IV Commissione Tematica Scuola e Cultura del Cgie (Consiglio Generale degli Italiani all’Estero), in occasione del dibattito sulla promozione e riforma della lingua italiana all’estero, regolata dalla legge 153 del 1971.
“Chiediamo che il Parlamento inizi una riforma della legge – ha dichiarato il presidente Tassello – serve una politica a tutto campo, perché la promozione linguistica gioca un ruolo preminente nella strategia internazionale dell’Italia”. Secondo il documento propositivo, presentato dalla IV Commissione Tematica Scuola e Cultura e approvato dal Cgie, le politiche culturali per le comunità italiane nel mondo e la promozione della lingua italiana necessiterebbero di “una legge organica globale”, come più volte è stato chiesto dal Cgie, che “superi interessi corporativi” e che si rivolga a tutti gli italiani, “con particolare attenzione alle nuove generazioni , ai loro discendenti e a tutti coloro che desiderano conoscere il patrimonio culturale italiano”. La legge quadro non dovrebbe limitarsi “soltanto alla formazione di base” ma soprattutto ad una “formazione continua” e dovrebbe imporre l’utilizzo di personale preparato sul “contesto socio-culturale e la lingua del posto dove viene impiegato”, definendo giuridicamente “il trattamento del personale assunto in loco nei cui confronti vige ancora un sistema di incertezza e sperequazione non più tollerabile”. Richieste, quelle contenute nel documento della IV Commissione Tematica, ascoltate dal ministro Gherardo La Francesca, direttore generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale del Ministero degli Esteri, che nel suo intervento ha sottolineato la necessità di un maggiore coordinamento di tutti i soggetti coinvolti nella promozione e nella diffusione della lingua e della cultura italiana nel mondo. (SEGUE)