Roma, 14 nov – “Si tratta di una modica quantità di impianti – ha spiegato Gentiloni – ma sul piano giuridico e politico si tratta di un piccolo grande evento, perché è la prima volta che in Italia si mettono a gara frequenze tv”. Il bando apre una “fase nuova”, ha aggiunto Gentiloni, in cui vengono applicati per la prima volta i principi di gestione efficiente dello spettro previsti dall’ordinamento comunitario. La procedura di gara in questione trae origine dalla decisione del ministero delle Comunicazioni di non ricorrere in appello ma dare esecuzione alla sentenza del TAR Lazio che, un anno fa, ha accolto il ricorso presentato da Rete A contro un provvedimento di diniego adottato nella scorsa legislatura dal ministero delle Comunicazioni, con il quale si assumeva l’impossibilità di dar corso alla richiesta di assegnazione di frequenze televisive. “Rinunciando al ricorso – ha spiegato Gentiloni – il ministero ha di fatto riconosciuto la validità del principio sancito dal Tar nella sua sentenza: quello secondo il quale ‘l’amministrazione è tenuta a garantire il pieno sfruttamento della concessione mediante una costante riallocazione delle risorse disponibili, in modo da garantire pari condizioni a tutti i soggetti”. Infine, il ministro ha sottolineato che il bando rappresenta ‘‘un precedente anche per i passi che faremo con il ddl di riassetto del sistema tv e con il progressivo spegnimento del sistema analogico nelle aree all digital, che via via libererà risorse. Certo – ha concluso – la giungla delle frequenze non eè finita, ma almeno vi abbiamo acceso sopra un riflettore”.
(Fca)