Roma, 16 nov – In termini assoluti, la Lombardia resta la regione con il maggior numero di imprese artigiane residenti (oltre 271mila), seguita da Emilia Romagna (149mila) e Veneto (148mila). La crisi dei mutui che ha segnato in parte anche in Italia nell’estate 2007, inoltre, non sembra avere avuto effetti sensibili sulle attività artigiane del comparto edile. Il buon andamento del mercato immobiliare è stato infatti determinante per la tenuta dell’anagrafe artigiana: solo il consistente saldo fatto registrare dal settore ha consentito all’intero comparto artigiano di chiudere il trimestre con il segno positivo. Chiude in campo positivo (+113 unità) anche il settore manifatturiero (dopo le costruzioni, il più grande serbatoio dell’artigianato), ma solamente grazie al buon risultato dell’agroalimentare (+615 imprese). A riprova delle trasformazioni che il mondo artigiano sta conoscendo da alcuni anni a questa parte, gli altri contributi positivi al saldo del trimestre vengono principalmente dal settore terziario: 519 imprese in più nei servizi pubblici, sociali e personali, 440 nei servizi alle imprese (attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca). Il bilancio negativo più consistente in termini assoluti è quello dei trasporti e comunicazioni (-868 unità), seguito a ruota dal commercio (-418 unità).
(Asc)