Roma, 28 nov – Queste associazioni sono impegnate nello sviluppo di relazioni economiche tra l’Italia e un ampio numero di Paesi appartenenti alla stessa area geografica. Nel complesso, le Camere miste sono in grado di offrire servizi per l’internazionalizzazione in 55 Paesi del mondo ad oltre 6.000 associati, italiani ed esteri. La maggior parte di esse sono Camere bilaterali – 23 – a cui si affiancano 5 Camere regionali, dedicate a sviluppare le relazioni economiche tra il nostro paese e un ampio numero di paesi appartenenti alla stessa area geografica. Le Camere di commercio miste contribuiscono con proprie risorse allo sviluppo delle relazioni economiche dell’Italia con alcuni paesi fondamentali e che in alcuni casi hanno avviato, in associazione con gli organismi camerali locali, iniziative a valenza strategica come, ad esempio, la costituzione di Camere arbitrali e conciliative in paesi prioritari come Cina e Russia, per dirimere in tempi rapidi le controversie commerciali e creare un ambiente favorevole al commercio e agli investimenti italiani nel paese. Le Camere miste non ricevono finanziamenti pubblici a fondo perduto, ma hanno accesso ai fondi messi a disposizione dalla L.1083/54, per ottenere i quali debbono presentare al ministero per il Commercio Internazionale progetti finalizzati a sostenere azioni di internazionalizzazione del sistema produttivo italiano. Nel 2006, i progetti realizzati hanno raggiunto un valore complessivo di oltre 813.000 euro, cofinanziati al 30% dal ministero del commercio internazionale. “L’impegno delle Camere miste ed estere in Italia per l’attrazione degli investimenti esteri sta, del resto, aumentando”, nota Unioncamere. (SEGUE)