Roma, 12 dic – Addio, cara vecchia “Lettera 22”. La Commissione cultura della Camera ha approvato in sede legislativa una proposta di legge bipartisan per l’introduzione del Pc alla prova d’esame nazionale dei giornalisti professionisti. E’ quindi la fine di una vera e propria leggenda che ha accompagnato negli ultimi anni l’inizio della carriera di ogni aspirante cronista: “Una legge del ’63 – ha spiegato Pino Pisicchio, promotore della proposta – impediva l’uso di strumenti diversi della ‘lettera 22’ e similari, per cui ad ogni prova d’esame si metteva in moto la ricerca affannosa dell’antico arnese”. Una vera e propria odissea per ogni praticante che si affacciava alla professione, una ricerca che portava a esplorazioni meticolose di vecchie soffitte polverose o a febbrili giri di telefonate per chiedere a parenti, più o meno lontani, un oggetto che è oggi poco più che un pezzo da museo. Una ricerca che però era, a suo modo, anche un’implicita iniziazione al mestiere, una sorta di legame indissolubile fra un giovane giornalista e chi, grazie a quella leggendaria macchina, aveva negli anni precedenti raccontato fatti, scrivendo al tempo stesso la storia del giornalismo italiano. Ma, come ha sottolineato ancora Pino Pisicchio, si trattava soprattutto di “un surreale anacronismo che obbligava i candidati ad affannose ricerche di pezzi d’antiquariato non sempre disponibili e, se miracolosamente disponibili, malfunzionanti. Tutti i professionisti che hanno superato l’esame nell’ultimo quindicennio sanno bene quale complicazione ha rappresentato il reperimento della macchina da scrivere, dimessa dalle redazioni e sostituita dalla tastiera e dal video del computer”. Reazioni positive infatti sono arrivate da parte dell’Ordine dei giornalisti che ha espresso, per voce del suo Consiglio nazionale, soddisfazione per l’approvazione della norma che “consentirà di mettere a meritato riposo la macchina per scrivere”. I tempi della mitica “Lettera 22” di Enzo Biagi sono davvero finiti.
(Mca)