Roma, 20 dic – “La replica dell’onorevole Razzi ai miei chiarimenti sull’Ici risulta viziata da una clamorosa ignoranza della legge vigente e di quella proposta dalla Finanziaria. Sono quindi nuovamente costretto a precisare, non per rispondere all’onorevole Razzi ma per dare ai nostri connazionali le informazioni giuste su questa importante materia”. Gino Bucchino, deputato dell’Unione eletto in Sud America, controreplica al collega Antonio Razzi di Italia dei Valori sulla questione delle detrazioni Ici per gli italiani residenti all’estero. “Non è affatto vero, come afferma Razzi che l’equiparazione in materia di detrazioni sull’Ici tra i residenti in Italia e i residenti all’estero sia anticostituzionale –spiega Bucchino – Per i cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato, si considera direttamente adibita ad abitazione principale l’unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata”. Inoltre, prosegue il deputato “chi risiede all’estero non può godere, coma afferma al contrario Razzi, delle agevolazioni Ici per “un grande castello””. Infine, “il nostro emendamento non chiedeva la luna (come afferma Razzi) ma si limitava ad estendere ai residenti all’estero proprietari di casa in Italia, già riconosciuta dalla legge citata al punto 1) quale abitazione principale, l’estensione dell’ulteriore detrazione prevista dalla legge finanziaria 2008. Si trattava quindi di applicare per analogia alla situazione vigente (estensione della detrazione di base di 103 euro), gli effetti della novella normativa (estensione dell’ulteriore detrazione fino a 200 euro) anche ai residenti all’estero. Questa finalità, che purtroppo per ora ci è stata negata da un Parlamento poco attento ai diritti del mondo dell’emigrazione, si chiama parità di diritti per tutti gli emigrati”. “Concludo –termina Bucchino – consigliando a coloro i quali sono interessati a questa materia di leggere e di studiare più attentamente la normativa sull’ICI per documentarsi meglio ed informare in maniera più precisa e corretta, evitando così di innescare polemiche sterili e controproducenti”.
(Sis)