Wolfsburg, 21 dic – Una ricerca condotta dalla Fondazione Cesar-Unipolis, curata da Antonio Lombardo e promossa dall’Inas Cisl, dedicata alla storia e alla realtà attuale dell’emigrazione italiana in terra tedesca, è stata presentata a Wolfsburg (Germania), che proprio nel dopoguerra è stata la meta di diversi emigranti italiani. Oggi i nostri connazionali residenti a Wolfsburg sono 6500, di cui 1700 lavorano nella fabbrica della Volkswagen, sorretti e tutelati dall’Inas che ha da poco festeggiato i suoi 27 anni di presenza nella città tedesca. Gli accordi stipulati tra la Cisl e la centrale sindacale tedesca Dgb permisero infatti di costituire l’Inas Cisl Dgb, con lo scopo di informare, assistere e tutelare i pensionati e i lavoratori italiani residenti in Germania sui temi previdenziali, assistenziali e sanitari. Il contesto attuale non è più quello da cui si è generata l’emigrazione storica, ma quello dell’Europa unita e dell’economia globalizzata, e la ricerca commissionata dal patronato della Cisl alla Fondazione Cesar risponde alla necessità di indagare i cambiamenti che hanno caratterizzato la nostra emigrazione in questo Paese, per adeguare sempre più i suoi servizi ai bisogni attuali. All’incontro hanno preso parte, in rappresentanza della DGB, il presidente regionale Achim Barchmann, il segretario provinciale della Ig Metall (il sindacato dei lavoratori metalmeccanici) Frank Patta e Giovanni Pollice, direttore del dipartimento politiche migratorie dell’Igbce (il sindacato del settore chimico); per l’Inas Cisl sono intervenuti invece: il vice presidente Sante Marzotto, il responsabile del Coordinamento sedi estere Gianluca Lodetti e il coordinatore per la Germania Natale Perugini. L’iniziativa si è rivelata anche un’occasione per salutare e ringraziare l’operato fin qui svolto, nell’ambito dell’Inas e della IG-Metall, del responsabile dell’Inas di Wolfsburg Angelo De Mitri, prossimo al pensionamento, nonché per presentare la nuova responsabile, Ines Cinefra. (SEGUE)