Roma, 21 dic – Una competitività che è confermata anche dal fatto che in Usa e in Svizzera l’Asti e il Prosecco hanno superato la quota dello Champagne, secondo il Forum degli Spumanti. Il trend di crescita – prosegue la Coldiretti – è sostenuto dal Prosecco che è diventato sempre più ambasciatore anche per altri spumanti nazionali con una produzione che per il Valdobbiadene Prosecco Doc ha raggiunto 50 milioni di bottiglie a fronte degli 80 milioni dell’Asti spumante”. Per “The Economist”, che gli ha dedicato un articolo, il prosecco italiano all’estero, dove viene spedita un terzo della produzione, fa concorrenza allo champagne con le vendite che complessivamente sono raddoppiate negli ultimi 15 anni saturando il mercato tedesco. Ma le esportazioni sono addirittura aumentate di cinque volte nel Regno Unito dal 2000 raggiungendo gli 1,1 milioni di bottiglie nel 2006 mentre negli Usa sono passate nello stesso periodo da 555 mila a 1,4 milioni di bottiglie con tassi di crescita più elevati dello champagne. “Ma il successo ottenuto dalle imprese sul mercato è messo a rischio dal recente accordo sulla riforma europea del settore vino votata dall’Italia che non è riuscita a far valere il principio della vocazione territoriale a vantaggio dei produttori del Nord Europa che potranno continuare a utilizzare lo zucchero e addirittura chiamare vino anche il fermentato ottenuto dalla frutta” avverte il presidente della Coldiretti Sergio Marini, “un risultato amaro che rischia di vanificare i successi ottenuti sul mercato, spesso in solitudine, dalle migliori imprese vitivinicole italiane”.
(Grm)