Roma, 2 gen – Oltre ai tradizionali dolci (panettoni, torroni, pandori), i cui acquisti sono scesi di un 5-6 per cento rispetto allo scorso anno, nei menù delle feste di Natale e di fine anno hanno trovato spazio i prodotti tipici e di qualità che costituiscono un grande patrimonio per il nostro Paese. Non solo, però, Dop, Igp, Doc e Igt, ma anche quelli che hanno tradizioni profonde, un forte legame con il territorio e che non hanno ancora avuto il riconoscimento europeo. C’è, infatti, secondo la Cia, una ricerca, da parte degli italiani, di prodotti di “nicchia”, frutto della paziente e secolare opera dei nostri agricoltori. Prodotti acquistati soprattutto nei tantissimi mercatini che sono stati allestiti soprattutto nei borghi e zone rurali. In questi mercati, che nelle feste sono stati visitati da quasi otto milioni di persone, si è, infatti, potuto trovare di tutto e a prezzi più bassi rispetto alla normale distribuzione: dai vini agli oli extravergini di oliva, dai formaggi ai salumi, ai legumi, alle castagne, dai dolci tipici fatti in casa alla frutta secca. Oltre a pane, pasta e latte, l’altra nota dolente ha riguardato gli acquisti di prodotti ortofrutticoli che, dice la Cia, anche in questo periodo festivo hanno fatto registrare un calo del 6 per cento rispetto all’anno precedente. Una flessione che conferma la tendenza al ribasso che si è protratta per l’intero 2007. Una delle cause principali, proprio i rincari, troppe volte ingiustificati, che si sono generati dal campo alla tavola. Aumenti che hanno così scoraggiato i consumatori negli acquisti. (SEGUE)