Roma, 8 gen – “Le dimensioni del fenomeno in sono già di tutto rilievo. – prosegue l’editoriale – Dal solo punto di vista italiano infatti si calcola che fra i 3.568.000 concittadini all’estero, i minorenni siano 562mila (pari al 18 per cento). E quanto ai 2.938.000 stranieri iscritti all’anagrafe nei nostri confini, i minori siano 665mila, di cui 398mila di seconda generazione e di questi, oltre mezzo milione, alunni nelle nostre scuole. Dunque: un fattore nettamente emergente (si pensa ad esempio che il sorpasso degli alunni stranieri sugli indigeni avverrebbe nelle nostre scuole verso il 2050). Da qui – ripetiamo – l’orizzonte di implicazioni politiche, economiche, culturali, sociali, religiose che coinvolge le diverse istituzioni oltre che la collettività complessiva. Il 2008 sarà tra l’altro l’anno della conferenza mondiale dei giovani italici nel mondo. Un’occasione specifica e puntuale che l’Inas, come sanno gli amici che ci seguono più direttamente, non vuole perdere, anche ai fini più pratici del suo ruolo di tutela, di assistenza e di rappresentanza nei paesi che ospitano le nostre comunità.” (SEGUE)