Praga, 9 gen – “Per quanto riguarda il partito federale, la scelta del decentramento territoriale e dell’autonomia decisionale è sancita nel modo migliore nella bozza di Statuto. L’articolo 11 “(Autonomia degli organi regionali e locali” recita “ai competenti organi regionali e locali è riconosciuta autonomia politica, programmatica, organizzativa e finanziaria in tutte le materie che il presente Statuto non riservi alla potestà degli organi nazionali’’. L’esigenza di autonomia si pone, direi a rigor di logica, anche per il Pd all’estero. Qui non farò altro che riprendere quanto scritto due mesi fa: “Sintetizzando in uno slogan, direi che il PD all’estero deve essere innanzitutto degli italiani all’estero. Auspico che lo statuto del PD all’estero sia ispirato al principio federativo. Ciò significa decentamento territoriale e autonomia decisionale delle realtà locali. Non si tratta di un’opzione politica astratta. Lo richiede ‘ estrema differenziazione di problematiche che nei diversi paesi le comunità italiane presentano. Il Pd all’estero deve anche organizzarsi, a mio parere, in modo efficace rispetto a quelle che sono le aree geografiche che suddividono le circoscrizioni nelle competizioni elettorali. Sono quindi dell’opinione di prevedere la figura del Coordinatore (e Coordinamento) di circoscrizione e/o di continente. Naturalmente questo non deve significare appesantimento organizzativo ma decentramento di struttura e risorse. Direi: struttura di partito molto leggera a Roma e strutture e risorse ai Coordinamenti Nazionali e a quelli di Circoscrizione elettorale e/o continentale”. Dicevo anche che è stata un’occasione perduta quella di non prevedere l’elezione dei Coordinatori continentali in occasione delle primarie, così come si è fatto per i Segretari delle Regioni. Il livello regionale è “politicamente” infatti quello che meglio a parer mio può essere utilizzato come riferimento per le Circoscrizioni contintantali/elettorali all’estero. Nel senso che le quattro circoscrizioni elettorali dell’estero dovrebbero essere gestite e avere il grado di autonomia che ha una Regione italiana. E auspico quindi che ciò si realizzi a livello di Statuto.
Questo anche se, numericamente, considerando i rispettivi bacini elettorali, la Circoscrizione Estero potrebbe essere considerata come un’unica Regione.
(SEGUE)