Roma, 9 gen – “Esprimo il più
vivo apprezzamento per la nascita del nuovo istituto. Il San Gallicano è un
centro di valore che arricchisce la politica medico sociale del nostro paese,
tutela diritti e dignità degli immigrati e la lotta attiva dell’Italia contro
la povertà del mondo. Ricordo con affetto il dottor Ferdinando Ippolito, uno
studioso che ha dedicato la sua vita al san Gallicano e auguro alla nuova
direzione un futuro radioso”. Con queste parole, oggi, il Presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano ha salutato l’inaugurazione del “Centro azionale per la
promozione della salute della popolazione migrante per il contrasto delle
malattie della povertà”. All’evento erano presenti il ministro della salute
Livia Turco, ilsottosegretario di stato al Ministero della Salute Antonio
Gaglione, Erio Ziglio dell’ufficio europeo per gli investimenti per la salute e
lo sviluppo dell’organizzazione mondiale della sanità, direttore del centro
internazionale per la migrazione e la salute Manuel Carballo, il responsabile
del centro Inmp Aldo Morrone, il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo,
l’assessore alla sanità della regione Lazio Augusto Battaglia e il suo omologo per
Lagalla, l’assessore alle politiche sociali e flussi migratori della regione
Puglia Elena Gentile, il coordinatore della commissione salute della conferenza
delle regioni e province autonome Enrico Rossi, la scrittrice Moasomeh
Zamyndoost, i medici Gianfranco Gori e Asta Dervynite e Sandrine Siyeadi,
mediatrice culturale. Livia Turco rimarca la scelta “non casuale” dell’ospedale
San Gallicano. “Questa struttura è stata concepita per aiutare le fasce di
popolazioni più vulnerabili, non in grado di avere un’assistenza medica o
incapace di usufruirne. L’Inmp, in questo contesto, è un ingranaggio
fondamentale nel motore della sanità italiana, un tassello prezioso di una
politica cucita su misura per le esigenze degli emarginati”. I degenti, spesso,
sono migranti, clandestini, comunque individualità appartenenti a fasce sociali
molto vicine all’indigenza. Il “target” dei clandestini, invece, è di uomini e
donne sfuggite da guerra, violenza e miserie. “Proprio per questo – spiega il
ministro – abbiamo scelto la sede del San Gallicano, un luogo storico nella
lotta alla povertà, che sarà un cassa di risonanza per tutta la penisola. Le
prime regioni a aderire, Puglia e Sicilia, sono fra le più esposte
all’accoglienza dei ‘migrantes’ e trovano, adesso, un punto di riferimento
importante, destinato, fra l’altro a servire donne e bambini”. Dal Gallicano a
tutta la penisola aprendo anche all’internazionalità. Senza perdere di vista la
formazione professionale di nuovi specialisti. “E’ indispensabile – conclude il
ministro – che il nostro paese, situato al centro del mediterraneo, potenzi le
proprie possibilità di accoglienza. Infine, la formazione: è la nostra più
grande scommessa. Desideriamo che le cosiddette “malattie della povertà” siano
trattate con scrupolosità nell’insieme di un contesto pluridisciplinare,
comprendente processi interculturali e integrazione socio – sanitaria”. Manuel
Carballo si sofferma sull’impatto medico-sociale del centro. “L’Inmp – dice – è
una tappa fondamentale di sviluppo medico, un’iniziativa che permette
all’Italia di ricoprire un ruolo di leadership nel panorama europeo. Il
continuo corso migratorio modificherà profondamente il panorama sociale di un
continente che deve valutare con la massima attenzione l’impatto e i bisogni di
popolazioni provenienti da regioni povere Il progetto coinvolge, oltre al
Lazio,
e
due regioni particolarmente esposte al flusso migratorio. Marrazzo né è
orgoglioso “Oggi siamo dalla parte degli ultimi – afferma- per essere i primi a
ricordare che la politica globale a volte dimentica tutti. Questa – sottolinea
– è una struttura pubblica che diverrà il fiore all’occhiello dell’intera
penisola. L’ospedale accoglie milioni di migranti, alla stregua, com’è giusto,
di comuni cittadini e garantisce, nel contempo, un equo accesso alla cure. La
scelta del San Gallicano, un ospedale che ormai fa parte della storia stessa
della città di Roma, ci inorgoglisce e si inserisce in una politica sanitaria
locale quanto mai aperta alla osmosi fra le varie culture, in nome del diritto
alla salute ”. Enrico Rosso perora la causa dei migranti: “L’immigrazione è una
base importante per il nostro paese e, in genere, chi giunge nel nostro paese non
presenta mai patologie particolarmente gravi o comunque differenti dalle
nostre. Inoltre i nuovi arrivi giungono nei paesi che li ospita in età giovane
e fertile, quindi con la prospettiva di contribuire alla crescita del processo
demografico”. Tuttavia, i lavoratori stranieri e immigrati sono i più esposti
all’infortunistica. “Servirebbe una partecipazione più attiva – spiega-
condividere esperienze finalizzate a migliorare i servizi di controllo e
prevenzione. Il confronto con modelli culturali nuovi, anche in funzione di
ricoveri, andrebbe inserito in un contesto multietnico, seguendo senza
preconcetti ogni singolo costume anche in casi particolarmente delicato come
l’aborto”.
(Pep/Sis)