Roma, 19 feb – Il consumo di pasta fresca rilevato nel corso del 2007 è aumentato, secondo le stime, del 5,9% su base annua (da 118 a 125 mila tonnellate) in netta controtendenza con la dinamica delle paste secche tradizionali. Nel triennio 2004-2006 i consumi di pasta secca hanno fatto segnare in Italia una contrazione del 3,8% mentre nello stesso periodo le paste fresche sono aumentate di oltre il 20%. Il giro d’affari, che ha superato nel 2007 la soglia dei 600 milioni di euro, ha oltrepassato il 25% del totale. Questi dati – resi noti da Cna e dalla Confederazione Nazionale Coldiretti – positivi dovrebbero contribuire a far si che attraverso un nuovo approccio tecnico metodologico ed organizzativo si possa incrementare l’introduzione di grani nazionali rispondenti ai requisiti richiesti. Proprio nell’ottica di evitare lo sfasamento tra le caratteristiche qualitative delle materie prime offerto dalle imprese agricole e le richieste delle imprese di trasformazione è nata l’iniziativa dalla Confederazioni e approvata dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, che si propone di favorire una maggiore integrazione fra i diversi operatori della filiera, produrre materie prime rispondenti alle esigenze della trasformazione, garantire l’origine italiana delle semole e delle farine utilizzate in maniera da poter fornire ulteriori garanzie al consumatore in termini di sicurezza alimentare, coniugare territorio e prodotti in chiave agricolo-artigianale. Per la produzione di pasta fresca si fa ricorso a miscele di semola di grano duro e di farine di grano tenero che i molini producono utilizzando principalmente granella di provenienza estera (Canada, Francia ecc). Ciò è dovuto essenzialmente alla necessità di disporre di materie prime con specifiche caratteristiche qualitative relativamente a contenuto proteico, tenore di ceneri, qualità del glutine ed elasticità che non è possibile ottenere attualmente dai frumenti coltivati in Italia Con il progetto sperimentale si sono ottenuti sia con i grani seminati nel 2006 che nel 2007 degli sfarinati con le caratteristiche attese dai produttori di paste (qualità, valori proteici ed elevate elasticità).
(SEGUE)