Roma, 21 feb – Con lo slogan “Le lingue contano!”, oggi, 21 febbraio, si celebra in tutto il mondo la Giornata Internazionale della Lingua Madre, giunta alla sua nona edizione. Una ricorrenza speciale nell’anno dichiarato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite “anno internazionale delle lingue”, il cui coordinamento è stato peraltro affidato all’Unesco che nel 1999 ha creato la Giornata. La motivazione della quale è da ricercarsi nella constatazione che tutto transita attraverso il linguaggio, “primo strumento del genio di un popolo”, come ha affermato Stendhal. È il linguaggio quindi che incarna l’identità nazionale, culturale, anche religiosa, di ciascuno e costituisce, per questo motivo, una delle dimensioni fondamentali di una persona. Ma gli specialisti stimano che più del 50% dei circa 6.700 idiomi parlati nel mondo siano, nel lungo periodo, a rischio di estinzione e che in media, ogni di due settimane, una lingua cessi di essere parlata. Le cause sono da ricercarsi soprattutto nel fatto che molti idiomi non sono rappresentati in seno al governo, la scuola ed i mezzi di informazione. Il problema è estremamente complesso, soprattutto dove esistono diverse stratificazioni linguistiche sul territorio, come in India, per esempio, dove si contano 1650 lingue diverse e più di un milione di istituzioni educative. Altro aspetto del problema riguarda gli immigrati, laddove si sottolinea che privare i minori immigrati della loro lingua madre significa creare una condizione di conflitto fra il modello familiare ed il modello sociale e disprezzare la loro identità. (SEGUE)