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FAO: TOSCANA E VENETO PORTANO L’ACQUA AL BRASILE

it@withub.it by it@withub.it
25 Febbraio 2008
in Archivio News dal mondo
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Roma, 25 feb – Due progetti Fao, lanciati grazie al contributo delle Regioni Toscana e Veneto ed al sostegno del ministero degli Esteri italiano, hanno permesso la costruzione di migliaia di cisterne e lo sviluppo di piccole attività produttive (micro-orti) in una regione semiarida del Brasile. Oggi presso la FAO il governatore dello Stato brasiliano di Piaui, José Wellington, ha fatto un bilancio dei risultati raggiunti. Nella regione di Dois Irmaos (I due fratelli), una vasta area del nord-est del Brasile compresa tra gli stati di Bahia e Piaui, gli abitanti dediti per lo più ad un’agricoltura di sussistenza, per molti mesi all’anno devono fare i conti con lunghi periodi di siccità. La scarsità e irregolarità delle precipitazioni si traducono per migliaia di famiglie rurali povere in mancanza di cibo e in precarie condizioni igienico-sanitarie. Si stima che il 40 per cento della popolazione di questa regione viva infatti al di sotto della soglia di povertà. Nell’ambito di un progetto Fao cofinanziato con fondi raccolti da 108 comuni e da 10 province della Regione Toscana, sono state costruite migliaia di cisterne per la captazione delle acque pluviali per migliorare la disponibilità d’acqua anche durante i periodi di siccità, per uso domestico ed agricolo. Un altro progetto, frutto anch’esso della collaborazione tra una regione italiana, il Veneto, il ministero degli Esteri e la Fao, ha promosso l’introduzione e la diffusione nelle aree periferiche della capitale dello Stato di Piaui, la città di Teresina, di micro-orti e di sistemi di colture idroponiche per la produzione di ortaggi, sia per il consumo che per il mercato. I beneficiari sono stati principalmente associazioni di donne in condizioni di povertà estrema riunite in “Clubes de Maes”, club di madri. Grazie al progetto si è riusciti a migliorare la qualità e la quantità dei pasti delle famiglie, e anche ad offrire opportunità di reddito alle donne. Il progetto si è avvalso della partecipazione attiva di centri accademici e delle università di Padova e di Teresina.
(Caf)

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