Roma, 4 mar – Ovviamente, spiega Di Santo, è stato compreso e condiviso d”al ministero degli Affari esteri, in tutte le sue articolazioni, a partire dalla Segreteria Generale e dalla Direzione per i Paesi delle Americhe. La Farnesina ha lavorato non solo con professionalità e competenza ma, direi, con orgoglio, a questa “missione”. Tutte le strutture della rete si sono prodigate con intelligenza: quella centrale, le Ambasciate e rappresentanze in Europa e in tante parti del mondo e, ovviamente, la diplomazia italiana nei paesi latinoamericani e caraibici”. Ed è stato compreso e condiviso, ancora più importante, “dalle rappresentanze della società italiana: dagli imprenditori, che hanno potuto vedere materializzarsi la sempre auspicata sinergia con le istituzioni governative, al mondo del lavoro. dal mondo accademico, alla miriade di associazioni, Ong e gruppi locali attivi nella cooperazione con l’America latina”. Ed è stato compreso e condiviso, infine “dalle Regioni italiane, a partire dal presidente della Conferenza delle Regioni, Errani; dalle tante città, province e Comuni che hanno attività verso e con l’America latina; dalla realtà lombarda alla quale ho dedicato una attenzione particolare in ragione della straordinaria quantità e qualità di iniziative rivolte ai paesi latinoamericani, ed anche a sostegno della candidatura di Milano per la Expo 2015”. Non tutto si è potuto realizzare, vista la prematura del governo, conclude Di Santo, ma “al rincrescimento per le cose che non si sono potute terminare si lega la soddisfazione per le tante iniziative e realizzazioni concluse pur in un periodo di soli 20 mesi”.
(Sis)