Roma, 5 mar – Voto all’estero, ma anche associazionismo, conferenza mondiale dei giovani, internazionalizzazione, sanità, lingua e cultura italiana. Sono questi i punti principali della prima giornata dell’assemblea plenaria del Cgie apertasi oggi a Roma. Punto cruciale la questione del voto degli italiani all’estero spiegata dal viceministro degli Esteri Franco Danieli: “Sono 2.950.000 quelli aventi diritto al voto, su 3.649.377 che risultano residenti all’estero alla data del 31 dicembre 2007. Le difficoltà organizzative per consentire il voto all’estero – ha chiarito Danieli – sono state accentuate, oltre che dalla ristrettezza dei tempi dovuta alle elezioni anticipate, anche dalla necessità di garantire l’esercizio del diritto di voto pure ai cittadini temporaneamente all’estero per motivi di servizio o di missioni internazionali”, in particolare ai militari. Da parte sua, il segretario generale del Cgie Elio Carozza ha osservato che “le modifiche apportate, pur piccole, rispondono ad alcune deficienze vissute nel 2006”, auspicando che stavolta “non vi siano ombre e lacune che possano dar voce ai ‘nemici’ del voto all’estero nel rimettere in discussione questa importante conquista dei nostri connazionali”. La questione è stata dibattuta a fondo anche dai vicesegretari generali Enzo Centofanti, per la Commissione Paesi anglofoni, e da Francisco Nardelli, per l’America Latina entrambi d’accordo sul controllo sulla stampa del materiale elettorale per indirizzare al meglio le scelte degli elettori e sulle modalità di spedizione del voto che, secondo la Commissione per l’America Latina, “se fatto per raccomandata potrebbe mettere a rischio lo svolgimento del processo elettorale a causa di inaccettabili ritardi”. Ma un ruolo forte in queste elezioni lo gioca l’informazione che, secondo la Commissione continentale Paesi Anglofoni, deve assicurare un numero di dibattiti sufficiente a presentare ogni candidato”. “E’ necessario – spiega Nardelli – garantire il voto, la pubblicità elettorale, il funzionamento e l’operato dei consolati. La Commissione fa un appello allo Stato affinché verifichi che la RAI dia nelle tribune elettorali uguali opportunità a tutti i candidati”. (SEGUE)