Roma, 6 mar – Voto all’estero, ma anche impegno delle amministrazioni e responsabilità dei cittadini. E’ l’election day, o meglio, le modalità con cui si voterà all’estero ad essere sul banco di prova di questa seconda giornata di lavori dell’Assemblea Plenaria del Cgie. A chiarire come e con quali risorse il Ministero degli Esteri si sta già impegnando nelle operazioni di voto è stato il direttore Generale per gli Italiani all’Estero e le politiche migratorie (Dgiepm) Adriano Benedetti. “Queste elezioni saranno un vero e proprio banco di prova per il voto per corrispondenza. Sono preoccupato – ha affermato – abbiamo poco tempo e, quest’anno, il voto dei temporaneamente all’estero è particolarmente complesso, visto che possono votare per 13 circoscrizioni nazionali diverse”. Benedetti ha posto l’accento sull’importanza di una “assoluta imparzialità” durante la campagna elettorale e in particolare in occasione delle visite degli esponenti dei vari partiti con cui “i nostri funzionari sono chiamati ad essere sì collaborativi, ma sempre e comunque super partes”. Il direttore è poi passato ad illustrare le indicazioni che la direzione generale ha inviato a tutti i consolati a partire dalle modalità di spedizione dei plichi che, ha spiegato, “sarà gestita dagli stessi capi missione: spetterà a loro scegliere la modalità di spedizione più appropriata alle esigenze del paese, visto che molti consoli ci hanno spiegato che con la raccomandata nei loro Paesi i tempi si sarebbero allungati pericolosamente” non garantendo cioè l’arrivo del plico in tempo per il voto. Quanto allo scrutinio, Benedetti ha chiarito che ci sarà un potenziamento del personale per ogni ufficio. “In poche settimane abbiamo trasmesso alla rete consolare l’autorizzazione ad assumere personale interinale per una spesa complessiva di 4,5 milioni di euro”, inoltre la Farnesina ha accettato “preventivi per la campagna informativa per circa 4 milioni di euro”. Il direttore ha inoltre confermato che “sulle dimensioni dei plichi non c’è nessuna imposizione” quindi ogni Paese può scegliere il formato. Sulla segretezza del voto il direttore ha affermato la necessità che “le autorità facciano tutto il possibile per evitare qualsiasi tipo di violazione. La dignità dell’elettore non è in discussione, anzi invitando i Consolati a fare attenzione, lo si tutela ancora di più”. (SEGUE)