Roma, 6 mar – Più complessa la questione dello scrutinio, che il capo della Dgiepm prevede problematica ancor più che nel 2006: eliminata infatti l’ipotesi di dislocare lo scrutinio anche fuori Roma, ha ricordato che nella capitale gli stessi giorni si terranno le elezioni politiche, quelle comunali e provinciali, e che quindi insieme alle schede nazionali arriveranno anche quelle dall’estero, cosa che dovrebbe vedere all’opera dagli 8 mila ai 10 mila scrutatori. “Il problema sarebbe stato risolvibile suddividendo lo spoglio in diverse Corti d’Appello. Ma non è stato possibile, a causa dell’esiguità dei tempi”. E ha proseguito: “La mia impressione è che le risorse stiano convergendo maggiormente in Italia e poco verso l’estero”. E proprio su invito della Dgiepm, la III Commissione tematica, diritti civili, politici e partecipazione ha fatto sapere di aver accolto la proposta di formazione, su richiesta, di un Gruppo di lavoro in ogni consolato, una sorta di “Comitato elettorale” formato da candidati (se presenti nella circoscrizione consolare), rappresentanti di lista, membri di Comites e Cgie, che affianchi i Consoli nel dare informazioni e raccogliere suggerimenti, monitorando e seguendo l’andamento di tutte le operazioni. “Tutti i consiglieri del Cgie devono adoperarsi affinché tale comitato venga istituito in ogni Consolato”, ha sottolineato il presidente Mario Tommasi, passando poi ad elencare alcune proposte emerse in Commissione tra cui l’aumento del personale nei consolati, la riduzione del contenuto del plico elettorale, almeno nelle circoscrizioni dove ancora non è iniziata la stampa, e una maggiore informazione istituzionale sulle modalità di voto. Infine, per quanto riguarda le operazioni di spoglio in Italia, Tommasi ha ribadito la necessità di “dislocare lo scrutinio in posti diversi affidandolo a personale di seggio preparato, visto che nel 2006 alcuni non sapevano neanche che all’estero si potesse dare la preferenza ai candidati”.
(Cep/Sis)