Roma, 7 mar – “Questo raccordo – ha spiegato – programmatico ed operativo consentirebbe una conoscenza dei reali fabbisogni delle comunità, auspicando che le Regioni e le province autonome insieme costituiscano un fondo comune da gestire con criteri e modlità condivise per gli interventi specifici di tutela socio assistenziale”. A detta della Commissione, dunque, è necessario il potenziamento e l’estensione degli interventi “integrandoli l’aspetto sociale con quello sanitario e prevedendo l’istituzione di un fondo nazionale di solidarietà Stato – Regioni e Province autonome; tutelare i diritti previdenziali che implicano l’aggiornamento del diritto di acquisto attraverso lo strumento delle convenzioni bilaterali dell’Italia con altri Stati e accordi di cooperazione proponendo nuovi accordi in base alle nuove realtà migratorie; rafforzare i servizi tradizionali di tutela sociale mediante la valorizzazione degli istituti di patronato e l’istituzione di nuovi servizi sociali in materia di assistenza e consulenza; fare dell’assegno di solidarietà una proprietà politica creando le condizione per una rapida approvazione della legge istitutiva; l’Inps, che possiede i recapiti di oltre 400 mila pensionali italiani all’estero, dovrebbe convenientemente utilizzare questa risorsa informatica per far giungere agli anziani pensionati informazioni di tipo previdenziale e assistenziale anche relative alle legislazioni estere”. (SEGUE)