Roma, 11 mar – Incisivo è stato anche l’intervento di Marroni, garante dei diritti dei detenuti nel Lazio e coordinatore nazionale dei garanti, che ha spiegato dettagliatamente l’importanza della figura del garante dei detenuti e dell’approccio istituzionale, impegnandosi attivamente ad apportare il suo contributo all’interno dell’associazione “Prigionieri del Silenzio”. “La dignità del detenuto deve sempre essere rispettata – ha spiegato Marroni – Anche perdendo la libertà, non si possono perdere i diritti fondamentali”. “Prigionieri nel silenzio” si augura che la partecipazione attiva di Umberto Guidoni, che ha permesso la realizzazione di questo evento, intervenendo in modo concreto sia dal punto di vista organizzativo che economico, donando un sostanzioso contributo a favore dell’associazione, sia di buon auspicio e d’ esempio a coloro i quali sensibilizzati alla tematica, vogliano aiutare concretamente gli italiani prigionieri all’estero e le loro famiglie. Il dibattito ha evidenziato l’interesse alla problematica da parte degli operatori dell’informazione, stabilendo che la situazione del detenuto italiano nelle carceri estere, è un problema sociale che deve essere affrontato in modo concreto. L’associazione “si rammarica poiché, nonostante gli innumerevoli inviti inoltrati alle istituzioni, e a molteplici personalità politiche, gli unici ad aver preso posizione ufficiale, al momento, per evidenziare il problema “scomodo” degli italiani detenuti all’estero e delle loro famiglie, siano stati i partecipanti alla conferenza, con eccezione di qualche personalità, come il senatore Cutrufo, che ha per tempo giustificato e scusato la propria assenza”.
(Sis)