Roma, 19 mar – “Rassegnata, inerte, senza slanci vitali
verso il futuro e preda di pulsioni estemporanee, la società italiana in questo
breve scorcio di legislatura ha marcato ancora di più la sua distanza dalla
politica vista come incapace di giocare un ruolo nella costruzione di uno
sviluppo partecipato”. Lo afferma il Censis nel dossier “Abitudini e sorprese
nel voto degli italiani” presentato oggi a Roma in vista del voto del 13 e 14
aprile. Definizioni che confermano le valutazioni del Rapporto 2007 nel quale
il Censis parlava della società italiana come di “una poltiglia di massa” e di
“una mucillagine”. Le proposte politiche, spiega ancora il Censis, si calano in
una società ad altissima soggettività dove oltre il 56% delle persone è
convinta che occorra “pensare di più a sé stessi e alla propria famiglia”
piuttosto che agli interessi degli altri, con una punta del 70,2% tra gli
anziani. E ciò in un contesto nel quale anche il rapporto tra la società e la
politica è al suo punto più basso. I dati di una indagine Censis del 2007
mettono in rilievo che il 59% degli italiani ritiene che “i politici usano il
potere in modo arrogante per interessi personali”, valore nettamente superiore
a quello di Francia (34,8%) e del Regno Unito (41,3%) e superato solo dal dato
rilevato in Spagna che si attesta al 60,6%. Il dato negativo italiano è reso
ancora più significativo se si considera un ulteriore 12,4% circa di
intervistati che ritiene “eccessivo il peso della politica sulle attività
economiche e sulla vita dei cittadini”. Le valutazioni positive – “i politici
agiscono per il bene comune” (4,7%), e “cercano soluzioni valide in un contesto
difficile in cui prevalgono lobby ed egoismi” (14,2%) – riguardano quote
minoritarie di italiani. Mentre sono più articolate le opinioni negli altri
Paesi visto che in Francia quasi il 27% riconosce ai politici il merito di
cercare soluzioni in un contesto difficile, dominato da corporativismi ed
egoismi vari, e quasi il 13,5% dei cittadini del Regno Unito condivide tale
opinione che, invece, si riduce all’8% circa in Spagna e in Germania. Infine,
dall’indagine sugli elettori realizzata dal Censis nel 2006 è emerso che oltre
il 60% è convinto che il proprio voto può incidere sulla propria vita e quella
dei propri familiari e quasi il 65% pensa che esso consente di contribuire a
determinare il futuro del proprio Paese. “E’ questo – afferma il Censis – il
paradosso di una società che ha un rapporto discontinuo con la politica, che
percepisce con fastidio l’invadenza di politici e partiti ma che tuttavia
continua a guardare alla competizione elettorale come a un passaggio
significativo al quale è importante partecipare”. Le dinamiche elettorali fin
qui registrate indicano che anche per le elezioni del prossimo 13 aprile,
conclude il Censis, “non dovrebbe interrompersi la principale delle abitudini
elettorali degli italiani: quella di andare a votare per esprimere, con la
scheda elettorale, il proprio punto di vista”.
(Caf)