Roma, 2 apr – Nel giorno in cui gli italiani all’estero cominciano a votare – da oggi al 10 aprile possono inviare la loro scheda al consolato – il Giornale anticipa una inchiesta del settimanale Tempi, in edicola domani, allegato al quotidiano, nella quale il giornalista Rodolfo Casadei afferma di essere riuscito a comprare in Germania, pagandoli 50 euro l’ uno, sei plichi elettorali. “Ho in mano un plico – racconta Casadei – che non trova il suo destinatario e deve tornare all’ ufficio del consolato italiano di Colonia, responsabile della spedizione. Invece si trova, insieme a un’ altra quasi identica, nelle mie mani. Per due precise ragioni: la prima e’ che il destinatario ha regolarmente ricevuto quanto gli era stato inviato; la seconda e’ che successivamente ha deciso di cederla a me in cambio di denaro”. Casadei racconta di avere raccolto conferme di questo mercato in un bistrot italiano di Ehrenfeld, alla periferia di Colonia, che gli era stato “segnalato come uno di quelli al centro di collette di voti a favore di un candidato” e il cui gestore “avrebbe pagato alcuni ragazzi per procurarsi plichi chiusi ancora da votare, da girare a un candidato della Destra”. E cita anche le indiscrezioni di un candidato Udc al Senato di Colonia secondo il quale “bastano 5 euro. Chi porta le buste al collettore riceve 3 euro l’una, poi quel signore le rivende al candidato per 5 euro”. Ma il Giornale rincara la sua inchiesta anche con la denuncia di un italiano residente in Costarica secondo il quale lui ed altri 3 mila italiani non hanno ricevuto alcun plico. “Sembra di assistere a una comica imitazione delle democrazie sudamericane negli anni Trenta. Imbrogli, schede pazze, schede troppe, nessuna scheda” accusa Paolo Guzzanti nel suo editoriale in prima pagina, dal titolo: “Ci risiamo”. (SEGUE)