Padova, 17 apr – Oggi e domani si tiene a Padova la conferenza internazionale “Mountains as early indicators of climate change”. Si tratta di un evento scientifico internazionale di altissimo livello voluto da Unep (il programma ambientale delle Nazioni Unite) a cui parteciperanno alcune dei più grandi scienziati del mondo. Sono proprio le montagne, infatti, le prime a registrare sul proprio territorio gli effetti del cambiamento climatico globale, e a fornire importanti dati relativi al mutamento del pianeta. La conferenza di Padova, organizzata dal Comitato Evk2cnr e da Unep insieme all’Università di Padova e ad Eurac Research, sarà una preziosa occasione d’incontro e di studio sul tema. Ricercatori provenienti da ogni parte del mondo si confronteranno sugli effetti del global warming proprio negli ecosistemi d’alta quota, lanciando alla comunità internazionale un forte segnale di avvertimento sul ruolo prioritario che le aree montane devono assumere nei programmi di adeguamento futuri. Durante la conferenza, Richard Armstrong, ricercatore del National Snow and Ice Data Center dell’Università del Colorado, consegnerà il sensore di temperatura che verrà portato in cima all’Everest nelle mani del capospedizione e presidente del Comitato Evk2-Cnr Agostino Da Polenza, che il giorno successivo partirà alla volta del Nepal. Nell’ambito del “progetto Share” (che vede attiva una stazione di monitoraggio climatico all’altezza di Colle Sud), questo sensore consentirà, in ogni momento, di conoscere in tempo reale la temperatura misurata a 8.850 metri, il punto più alto del pianeta Terra. Un dato unico e irripetibile, ma soprattutto simbolico perché rappresenterà il punto di contatto più elevato tra cielo e terra. (SEGUE)