Palermo, 9 mag – Le ben tre tappe dedicate alla Romagna, terra di Marco Pantani e legata a doppio filo al ciclismo (Urbania-Cesena, con sconfinamento a San Marino, Forlì-Carpi, Modena-Cittadella) permetteranno agli scalatori di prendere fiato prima dell’inferno in salita. Da sabato 24 a lunedì 26, infatti, arriva l’alta montagna: dapprima con l’arrivo in salita in Val di Fiemme, sull’Alpe di Pampeago, rinomata località turistica più adatta a sciare che non a pedalare; poi il tappone dolomitico di domenica, che passa per Moena e scala il mitico Pordoi per arrivare sulla Marmolada: è qui che tra scalatori (Soler, Simoni, Piepoli, Riccò) e pretendenti alla ‘rosa’ sarà battaglia vera, quasi come quelle della prima guerra mondiale che ancora riecheggiano per questi passi. La cronoscalata di Plan de Corones, 13 km dentro la Val Badia, chiuderà poi in bellezza un trittico decisivo per il Giro.
Poi si tornerà a respirare, e con le residue forze si troverà anche il tempo per un’escursione in Svizzera, a Locarno, per poi ripartire dall’antico borgo di Mendrisio verso Varese. Da lì gli aspiranti alla vittoria prepareranno i botti finali: la terzultima tappa parte da Legnano (un nome una garanzia per la bicicletta…) e sale nella Valcamonica, terra di turismo e gastronomia, con arrivo in salita sul Monte Paro, la penultima da Rovetta si infila in Valtellina, passando da Bormio e finendo a Tirano. Lì, prima della passerella finale verso il centro di Milano, si conoscerà già il nome della maglia rosa definitiva. E in molti avranno riscoperto, per la novantunesima volta, il fascino unico ed eterogeneo del nostro paese.
(Sis)