Bologna, 16 mag – L’assessore alle politiche sociali della Regione, Anna Maria Dapporto, è entrata subito nel merito del problema: “l’Emilia-Romagna ha un sistema di welfare integrato, partecipato, che mette al centro la persona ed è riconosciuto come eccellente, ma ha qualche difficoltà a conservarne nel tempo il livello qualitativo e quantitativo”. Il problema della sostenibilità del sistema, ha spiegato l’assessore, dipende dall’aumento delle persone che accedono allo welfare (gli stranieri sono passati dall’1,8 % della popolazione residente nel 1997 al 7,5 % dieci anni dopo; solo nell’ultimo anno sono aumentati di 50mila unità, e sono ormai 365mila su 4milioni 233mila abitanti) e dall’invecchiamento della popolazione (circa un quarto degli emiliano-romagnoli ha più di 65 anni). Il nostro problema – ha esordito il ministro per lo sviluppo sociale della Provincia di Buenos Aires, Daniel Fernando Arroyo – è che “mentre la povertà è diminuita, è aumentata la disuguaglianza sociale”. Dalla crisi del 2001 a oggi, ha spiegato, la povertà è scesa dal 57 al 25 %, mentre l’estrema povertà ora riguarda solo il 10 % della popolazione (prima era il 26 %); anche la disoccupazione è diminuita dal 20 al 10 %. Tuttavia, “l’America Latina rimane il continente più diseguale al mondo”, e anche “l’Argentina vive una situazione di grande esclusione sociale, con circa un milione di giovani che né studiano né lavorano”. In più, “ci sono anziani ultrasettantenni che non hanno copertura previdenziale e assistenziale”. (SEGUE)