Bologna, 16 mag – Si tratta allora – ha continuato il ministro – di “passare alla seconda generazione di politiche sociali, non più rivolta ad affrontare crisi ed emergenze, ma orientata al lavoro, allo sviluppo economico e al riconoscimento dei diritti”. La Provincia di Buenos Aires con i suoi quasi 14 milioni di abitanti e notevoli problemi di integrazione sociale, ha provato a rispondere alle sfide tramite l’adozione di politiche sociali innovative che si possono sintetizzare in cinque punti, secondo il ministro Arroyo: assistenza alimentare per 750 mila madri di famiglia; ricorso al microcredito per i piccoli imprenditori che non riescono ad accedere al credito bancario; partecipazione delle comunità ai processi di inclusione sociale; sistema di inclusione dei giovani (il 50 % dei giovani sotto i 25 anni è disocuppato) con politiche di accompagnamento sociale per ovviare al problema della discontinuità lavorativa; riconoscimento dei diritti dei minori, spesso al centro delle dinamiche di violenza e insicurezza. Il ministro Arroyo ha concluso sottolineando l’importanza della collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, “le cui politiche sociali sono un modello per la Provincia di Buenos Aires”. Sono poi intervenute Annamaria Rosetti, funzionario del Servizio Governo dell’integrazione socio-sanitaria e delle politiche per la non autosufficienza, e Roberta Dall’Olio, responsabile delle politiche dell’Ue e cooperazione internazionale di Ervet. La tavola rotonda che ha concluso il seminario è stata coordinata da Marco Capodaglio, responsabile del Servizio relazioni internazionali della Regione Emilia-Romagna.
(Cep)