Roma, 23 mag – Il sottosegretario ricorda, poi, come “negli anni Sessanta l’Italia era la terza potenza al mondo per quanto riguarda il nucleare civile, un primato perso dopo il referendum del 1987, mentre oggi tutti i nostri competitori utilizzano il nucleare e anche Algeria e Libia hanno firmato accordi per la realizzazione di centrali nucleari”. “Non c’è bisogno di andare sino in Giappone e nemmeno negli Stati Uniti o in Canada, Cina, India o Russia, è sufficiente restare nella nostra Europa, spostarsi di poco più di cento chilometri da Bolzano, Torino o Trieste, per studiare e capire come si possa tranquillamente vivere accanto ad una centrale nucleare senza quella paura che esponenti della sinistra continuano ad alimentare. In Francia vi sono 59 centrali nucleari, in Svizzera 5, in Germania 19 ed una persino nella piccola Slovenia, e anche l’Italia finalmente grazie al governo Berlusconi molto presto riavrà le sue centrali. Quello energetico è un problema strutturale del nostro paese e come tale va quindi affrontato”. Il sottosegretario infine sottolinea che i dati di aprile sull’interscambio commerciale con i paesi extraeuropei evidenziano come “il made in Italy stia progressivamente cambiando rotte commerciali, spostandosi sempre più verso i nuovi mercati dove si registra un vero e proprio boom del nostro export: Russia (+42,2%) e Cina (+28,4%). Un campanello d’allarme invece arriva dal mercato statunitense che ha registrato una flessione del 4,6%, dovuta essenzialmente al supereuro, e per il quale è pronto un piano di promozione straordinaria attraverso l’Ice”.
(Deg)