Roma, 28 mag – La presidente Bartolini, dopo l’intervento di ieri, ha manifestato la sua preoccupazione per chi considera su piani diversi le associazioni. “Potremo anche eseguire un’indagine rapida sull’anagrafe di talune associazioni – ha affermato la Bartolini – ma dobbiamo considerarle tutte sullo stesso piano. E’ opportuno qualificarle affidando degli incarichi e investendo su di esse tramite dei progetti auto-finanziati”. Di seguito Mangione ha evidenziato alcuni pericoli che si potrebbero manifestare nell’individuazione delle nuove forme della rete associativa. “Per prima cosa non dobbiamo dire che le associazioni devono costituirsi ‘per’ i giovani ma devono essere ‘dei’ giovani. Il problema dei clichè legati all’immagine dell’Italia all’estero – ha continuato Mangione – vanno superati insistendo sulla formazione e sull’uso di strumenti di comunicazione come ad esempio Rai International, per stimolare i giovani alla conoscenza dell’Italia come Paese di provenienza, rendendoli orgogliosi di appartenervi”. “Allo stesso modo, per rinvigorire le radici le Regioni devono coinvolgere le associazioni con iniziative efficaci e lungimiranti, così come il volontariato, forte fra i giovani, non deve scadere nello sfruttamento e causare alienazione”. Dopo la chiusura della giornata affidata al presidente Elio Carozza, che ha rinnovato l’invito ad una collaborazione a distanza fra tutti i partecipanti per la stesura del documento finale, è intervenuta l’onorevole Garavini (Pd), la quale ha confermato la sua massima disponibilità per la causa e l’intenzione di procedere, al fianco del promotore Franco Narducci, alla riforma dell’Associazionismo per renderlo a tutti gli effetti “Attività sociale”.
(Cld/Sis)