San Rossore (Pi), 10 lug – Portano una “I” ben impressa sulla divisa da minatore. “I” come italiano, “I” perché costretto a vivere separato dagli altri, nella “Italians zone”. E’ il 1934, siamo in Australia, e questa è una delle conseguenze del pogrom contro i minatori italiani che produce numerosi feriti e tre morti tra i nostri connazionali. Noi italiani, quando eravamo schedati e ghettizzati: questo racconta lo spettacolo di Stefano Massini “Pogrom 1934” che ha dato il via al dibattito di San Rossore. Il testo, scritto appositamente per il meeting e presentato dagli attori Luisa Cattaneo e Gabriele Giaffreda, ha messo il pubblico di fronte ad alcune ferite poco conosciute della nostra storia, con gli italiani nel ruolo dei marchiati e dei discriminati. Lo spettacolo parte dalla bella Camargue francese dove nel 1883 monta un durissimo attacco ai lavoratori piemontesi e lombardi considerati “razza inferiore” e oggetto di una dura rappresaglia della popolazione che causerà 9 morti e 100 feriti. Così nel 1920 in America, dove si respira un clima fortemente ostile verso gli emigrati italiani: ci sono Stati che vietano l’iscrizione ai figli degli italiani “macaroni”, si moltiplicano gli episodi di intolleranza; in un’isola di Manhattan si preparano gli italiani in arrivo a ciò che li attende: i nostri emigrati vengono “spulciati”, schedati sottoposti a un autentico interrogatorio prima di poter, eventualmente, entrare. (SEGUE)