San Rossore (Pi), 10 lug – Ma la storia non insegna e nel finale emerge l’altra faccia della discriminazione: quella degli italiani contro gli ebrei dal 1938. Stesse frasi, stesso allontanamento dalla società, stessa perdita dei diritti. E su tutto questo si affaccia l’incubo dell’olocausto, nota drammatica che lo spettacolo, nel suo concludersi, lascia intravedere. Dopo questo toccante momento di teatro il filo conduttore del meeting si sofferma ancora sulla discriminazione contro gli ebrei, questa volta attraverso il racconto di alcuni giovani studenti dell’Istituto tecnico commerciale di Bagno a Ripoli. E’ un lavoro condotto a scuola con passione per capire come è cresciuta durante il fascismo l’onda montante del razzismo contro gli ebrei. I ragazzi, chiamati a conservare e proteggere la memoria, mostrano i libri, i giornali, i documenti, le norme e anche i numeri degli ebrei che pagarono più duramente quella persecuzione: 6.219 furono le vittime italiane, 612 i toscani. Solo 800 furono coloro che riuscirono a tornare vivi dalla deportazione per ritrovare un Paese nel quale, così si è conclusa la loro esposizione, si cominciava a usare la parola “vergogna” contro quelle leggi del 1938 e tutto ciò che ne era seguito.
(Caf)