Roma, 18 lug – Quali sono le città straniere più visitate? Il 41,3% degli italiani è stato almeno una volta a Parigi. Il dato sale al 48,7% nella fascia di età 30-44 anni, e addirittura al 67,9% tra i laureati. In seconda posizione c’è Londra, visitata dal 30,4% dei cittadini. Lo rileva il Rapporto Municipium 2008 “I parametri sociali della città” realizzato dalla Rur (Rete Urbana delle Rappresentanze) e dal Censis, presentato oggi a Roma al Residence Ripetta da Giuseppe Roma, segretario generale della Rur e direttore generale del Censis, e da Giuseppe De Rita. Sono i più giovani (18-29 anni) quelli che conoscono meglio la capitale britannica (38,8%), che invece, probabilmente anche a causa della barriera linguistica, non figura tra le mete preferite dei più anziani (solo il 17,8% di questi vi ha soggiornato). Al terzo e quarto posto della graduatoria, Barcellona e Vienna, in cui hanno viaggiato almeno una volta rispettivamente il 26% e il 24,7% degli italiani. Mentre per il capoluogo catalano l’appeal è molto forte tra i più giovani, la capitale austriaca esercita il suo fascino maggiormente sulle classi di età avanzate. Uscendo dal contesto europeo, è significativo il dato di New York, visitata dal 9,1% degli italiani, ma in grado di attrarre il 19,2% dei laureati. Tra le città italiane, la più attrattiva è Roma, che raccoglie il 33,9% delle preferenze. Seguono città d’arte come Firenze (18,2%) e Venezia (16,4%). Al quarto posto Milano (9,6%), seguita a debita distanza dalle altre principali città. I giovani scelgono Roma in misura superiore alla media (36,9%), mentre gli anziani avvertono maggiormente il fascino di Venezia (22,1%). In merito alle città straniere, Parigi, oltre ad essere la città più visitata, è anche quella giudicata più attraente (28,2%), in particolare dalla componente più anziana del campione (40,5%). New York si colloca al secondo posto (17,6%), ma è di gran lunga la città più desiderata dai giovani (25,4%). Al terzo posto Londra (16%), seguita a notevole distanza dalle altre grandi capitali europee. Spiccano nelle prime 20 indicazioni fornite dagli intervistati città come Sidney, Tokyo e Pechino, a testimonianza di riferimenti geografici che debordano ormai i tradizionali confini europei e occidentali in genere. Sono 9,5 milioni (pari al 19,4%) gli italiani in grado di citare il nome di un celebre architetto vivente. È un buon risultato, ma non eccezionale, che denota la scarsa familiarità dei nostri concittadini con la buona architettura. Sebbene oggi i progettisti contemporanei in alcuni paesi vengano celebrati come star, per l’opinione pubblica italiana il mondo dell’architettura resta prevalente appannaggio degli addetti ai lavori. L’architetto più noto è Renzo Piano, indicato dal 74,3% di coloro che hanno dato una risposta. In seconda posizione Massimiliano Fuksas, e a seguire, con percentuali ridotte, altri progettisti peraltro molto noti (Aulenti, Botta, Calatrava, Gregotti, ecc.). Non manca chi ha citato, riportandoli in vita, Palladio, Bernini, Gaudì, Wright e Scarpa.
(Pap)