Roma, 23 lug – “Si è conclusa ieri nell’aula del Senato un’altra puntata della saga senza fine del governo Berlusconi, che vede esautorato e delegittimato il Parlamento col passaggio a spron battuto di disegni di legge a principale beneficio personale del presidente del Consiglio o diretti a colpire le famiglie dei lavoratori e del ceto medio, e gli italiani all’estero, mentre il coprimario, il leader leghista ministro Umberto Bossi arricchisce il suo repertorio anti-italiano col gesto del dito mignolo alzato all’inno nazionale “Fratelli d’Italia” (come se non fosse bastato il suo invito a servirsi del tricolore come carta igienica)”. Lo ha dichiarato ‘a mente fredda’ il senatore Nino Randazzo (Pd), della ripartizione Africa-Asia-Oceania-Antartide della circoscrizione Estero, all’indomani della approvazione da parte del Senato del lodo Alfano, “episodio culminante col quale, ottenendo l’immunità per le quattro più alte cariche dello Stato – presidente della Repubblica, presidente del Consiglio, presidenti della Camere – il Cavaliere evita ancora una volta per tutta la durata del mandato di rendere conto alla Giustizia nella fase conclusiva di un lungo processo per corruzione nel foro di Milano, il “processo Mills”. E così sia”.
(SEGUE)