Bruxelles, 6 ago – Se Marcinelle non fu certo un episodio sporadico ma una tragedia annunciata in cui perirono uomini italiani e di altre nazionalità, alla stessa stregua delle tante “morti bianche” che si assommano giorno dopo giorno nella Penisola, prosegue il Segretario Generale del CGIE, per noi “migranti” di oggi, meno assuefatti alle logiche contingenti del nostro Paese, ma di questo parte integrante a tutti i livelli, Marcinelle rappresenta soprattutto un “monito” al rispetto dei principi di eguaglianza dei diritti e delle libertà alla base di ogni pacifica, democratica e civile convivenza. Diritti dai quali non esula il principio di solidarietà e di assistenza che non crediamo possano essere disattesi, in Italia come all’estero, in un Paese che ha fortemente connotato la propria presenza nel mondo per il rispetto dei diritti umani, non ultima la battaglia politica per la moratoria dalla pena di morte” ricorda il Segretario Generale del Cgie. “L’eco che giunge dall’Italia di nuovediseguaglianze verso uomini, donne e bambini non di cittadinanza italiana ferisce profondamente il nostro essere “migranti” di un Paese che porta ancora su di sé le ferite di un’emigrazione dai grandi numeri, che debolmente reagisce alla ripresa dei flussi da parte delle giovani generazioni di italiani ogni anno costretti ad intraprendere la strada della cosiddetta “mobilità” intellettuale, che oppone un distinguo nazionalistico fra gli emarginati in nome di una tutela della sicurezza che ha ben altre origini e ben altre cause”. Commemorando proprio la tragedia di Marcinelle e per onorare quelle vittime il pensiero di ognuno e di tutti deve essere rivolto verso quei principi iscritti nella nostra Carta Costituzionale : il diritto alla vita, alla libertà e sicurezza individuali, ad un trattamento di uguaglianza dinanzi alla legge senza discriminazioni di sorta, alla libertà di movimento, di lavoro, pensiero, coscienza e fede, alla libertà di opinione, di espressione e di associazione.
(Sis)