Roma, 9 set – Fra le tante testimonianze dirette e indirette raccolte nella prima opera multimediale interamente dedicata ai nostri connazionali all’estero “I segni dell’Emigrazione”, che verrà presentato al Circolo degli Affari Esteri il 10 settembre prossimo, ci sono le storie di due italiani che hanno lasciato il segno negli Stati Uniti: Lucio Caputo e Alfred Zampa. Il primo, presidente dell’International Trade Center e dell’Italian Wine & Food Institute, è fra i pochissimi superstiti dell’indimenticabile attacco terroristico dell’11 settembre 2001; Alfred Zampa, invece, originario di Ortucchio, in Abruzzo, in California è ricordato come un “ironworkers a metà strada tra il paradiso e l’inferno”, alla cui memoria è stato nominato un ponte. La storia di Alfred Zampa ha ispirato spettacoli teatrali, libri, documentari e film: un mito nato da un miracolo. Mentre costruiva il Golden Gate, Alfred cadde da un’altitudine incredibile, salvandosi per miracolo. Dopo pochi mesi Alfred decise di tornare alla sua professione istituendo un’Associazione con l’obiettivo di proteggere e dare voce a tutti quegli uomini “sospesi nell’aria”. L’opera, curata da Tiziana Grassi e Catia Monacelli, con Giovanna Chiarilli, edita da “Edizioni Il Grappolo”, ha voluto rendere omaggio anche ai “segni” lasciati dall’emigrazione nella letteratura, nella musica e nel cinema. (SEGUE)