Roma, 4 nov – Nel dettaglio, dai sindacati emerge la richiesta al Governo di trasformare in legge la proposta C.3008 (123 euro di contributi per i residenti all’estero, nati in Italia, con più di 65 anni e un reddito annuo inferiore a 3 mila euro se soli, 5 mila se in coppia); la domanda di rimozione del limite contenuto nella norma sull’assegno sociale, che può essere destinato solo a chi ha almeno 10 anni consecutivi di soggiorno in Italia, prima della sua entrata in vigore il 1 gennaio 2009; la razionalizzazione e semplificazione del sistema di pagamento delle pensioni (circa 410 mila), divenuto più farraginoso dopo che il servizio è stato appaltato dall’Inps nel maggio 2007; l’estensione della legge 126, che ha eliminato il pagamento dell’Ici per i possessori della prima casa, anche ai residenti all’estero; il superamento dei ritardi e delle approssimazioni per la ratifica degli accordi bilaterali. Il segretario generale Fnp-Cisl Antonio Uda auspica che quando verrà il momento di votare in Finanziaria “ci sia un rigurgito di responsabilità: per un politico ripensare la propria posizione non è sinonimo di incoerenza”, ma al contempo evidenzia come “un Governo non sensibile sui temi dell’individuo non si può certo definire aperto su queste problematiche”.
(SEGUE)