Roma, 7 nov – Al convegno è intervenuta, in rappresentanza del ministero degli Esteri, anche Carla Zuppetti, Direttore generale per gli italiani all’estero e le politiche migratorie: “Noi diamo un’accezione positiva ai nostri emigrati – ha ricordato il ministro plenipotenziario – Il problema è che spesso oggi si distingue troppo tra la parola “emigrato” e la parola “immigrato” quando in realtà di fondo c’è una forte condivisione semantica e di esperienze. Non dimentichiamoci che noi eravamo gli immigrati di ieri”. Maurizio Chiocchetti, responsabile esteri del Pd, è partito dal caso scatenato ieri dalle parole di Berlusconi su Barack Obama per dire che “oggi l’immigrazione viene affrontata in termini di sicurezza sociale. Non a caso si tagliano i fondi per le nostre attività all’estero, così come in Italia non si offre un vero modello di integrazione. Pensiamo ad esempio alle impronte digitali richieste ai bambini rom e all’esame per essere inseriti nelle scuole italiane. Se non riusciamo a integrare gli immigrati in Italia, come possiamo pensare di occuparci delle comunità all’estero? Altri paesi possono insegnarci quali strade intraprendere per l’integrazione – ha concluso Chiocchetti – : strade anche difficili ma che rappresentano sempre e comunque un passo avanti”.
(Erg/Sis)