Roma, 11 nov – L’ambasciatore Ettore Francesco Sequi, rappresentante speciale dell’Unione Europea in Afghanistan, è stato ascoltato giovedì 6 novembre dalla Commissione Esteri del Senato sulla situazione in Afghanistan. L’ambasciatore Sequi, dopo aver illustrato il proprio compito, recentemente assunto, e la rilevanza dell’impegno dell’Unione europea nello scenario afgano, ha descritto la situazione attuale in Afghanistan nonché l’andamento e l’evoluzione delle missioni internazionali di pace. Tra i fattori di criticità Sequi segnala la mancata percezione da parte della popolazione di un tangibile miglioramento della qualità della vita e il prolungarsi dell’impegno straniero sul territorio, oltre alla imminente emergenza alimentare conseguente alla siccità e all’aumento del prezzo del grano. Le condizioni di sicurezza nell’area sono nel più recente periodo peggiorate e ciò aggiunge elementi di preoccupazione nell’imminenza delle consultazioni elettorali presidenziali e parlamentari che si svolgeranno nei prossimi due anni. Un’ulteriore problematica risiede nelle dimensioni della produzione e del traffico di droga. L’ambasciatore Sequi fa presente inoltre che la situazione afgana deve essere inquadrata a livello regionale e analizzata anche alla luce dei rapporti con Pakistan, India e la Russia. L’ambasciatore Sequi conferma un preoccupante aumento della percezione di insicurezza in Afghanistan, in cui si verificano infiltrazioni criminali dal Pakistan e una maggiore incisività dell’attività dell’insorgenza locale. A ciò si aggiunge la sensazione di incapacità dei poteri pubblici nell’erogazione dei servizi essenziali e nell’assicurare il funzionamento delle istituzioni fondamentali. Rispetto alle prospettive di soluzione dell’intervento italiano e internazionale in Afghanistan, Sequi fa osservare come lo snodo fondamentale sarà costituito dal completamento dell’addestramento della polizia locale e dalla capacità della stessa di mantenere autonomamente la pace e la stabilità sul territorio. Sequi ricorda il ruolo del nostro contingente nei rapporti con la popolazione, mentre grande è l’aspettativa in Afghanistan per un più incisivo ruolo dell’Unione europea.
(Asc)