Roma, 12 nov – Contrassegnata da una consistente preoccupazione per il futuro dei rapporti delle comunità italiane all’estero con il Paese, la sessione di ottobre del Comitato di Presidenza del Cgie ha preso atto dell’impegno e disponibilità del Direttore Generale per gli Italiani all’Estero del Mae, Carla Zuppetti, che ha assicurato la costante presenza ed attenzione ai lavori del Consiglio, rassicurandolo circa la copertura finanziaria e la messa a punto della macchina organizzativa elettorale, in Italia ed all’estero, per il rinnovo dei Comites alla prevista data di scadenza dell’attuale mandato. Impegno che il Cgie non intende rinviare per il mantenimento delle prerogative democratiche acquisite dai cittadini italiani oltrefrontiera. Numerosi, d’altra parte, i punti affrontati dal Comitato, sui quali ha predominato l’evidenza di una Finanziaria per gli italiani all’estero del tutto incongrua rispetto alle necessità reali dei connazionali all’estero. In particolare, degli anziani in condizioni disagiate e dell’assistenza linguistico-culturale delle giovani generazioni. “Particolarmente dolorosa risulta la “decurtazione” dei finanziamenti sull’assistenza diretta al segmento più debole del mondo dell’emigrazione: gli anziani italiani “poveri” afferma il Segretario Generale del CGIE, Elio Carozza. A fronte di un bilancio per il 2008 di 28 milioni di euro, saranno a disposizione per il 2009 solo poco più di 10 milioni di euro – spiega la nota del Cgie – 8 milioni dei quali saranno devoluti, per gli impegni biennali assunti in precedenza, alle assicurazioni sanitarie in Argentina. Mentre dei due milioni di euro disponibili, all’incirca un milione andrà indirizzato all’acquisto di polizze sanitarie per gli italiani indigenti in Venezuela ed Uruguay, altra area geopolitica “critica” per l’assistenza sanitaria. Rimarrà, pertanto, a disposizione per l’assistenza diretta in tutto il mondo all’incirca un milione di euro, con il quale sarà impossibile alleviare le difficoltà dei cittadini anziani poveri all’estero da parte delle stesse rappresentanze diplomatico-consolari, secondo le intese assunte con i comuni di residenza. Altrettanto problematico l’impegno della Finanziaria nei confronti dei corsi di lingua e cultura italiana all’estero, che ammonta ad appena 14,50 milioni di euro, a fronte di una richiesta di 56 milioni di euro, con un contributo più che dimezzato rispetto all’attuale bilancio. “Nonostante l’attività degli Enti Gestori all’estero, impegnati in un’opera di sostituzione delle stesse strutture dello Stato italiano, si sta puntando ad un’evidente opera di ‘smantellamento’ dei corsi” ha affermato il Segretario Generale del Cgie. “Tale cifra non solo dovrà essere, infatti, spalmata fra gli enti gestori dei corsi in tutto il mondo, ma sarà ulteriormente ridotta dalla risoluzione dei rapporti di lavoro con gli insegnanti che saranno costretti a licenziare per l’inevitabile riduzione dei corsi. In sostanza il finanziamento’utile’ consisterà in appena 7 milioni di euro da ripartire fra gli Enti gestori in tutto il mondo attraverso l’adozione di precisi criteri”. “Un’operazione – ha aggiunto Carozza – che richiede massima trasparenza e la fissazione di criteri molto chiari, sui quali è gia impegnato in questi giorni il Direttore Generale del Mae”. “Non esito ad affermare – ha dichiarato l’esponente del CGIE- che si tratta di un’operazione pressoché “disperata”, nonché “miope” e “irrazionale” soprattutto alla luce degli obiettivi cui dovrebbe tendere
(Sis)