Berlino, 24 nov – Anche il moderatore del dibattito, il prof. Gherardo Ugolini dell’Università di Verona ha confermato la necessità di una lotta alla mafia di respiro internazionale: ”La creazione di organismi europei antimafia è fondamentale perché la mafia a livello continentale è un fenomeno con un volto particolare e difficilmente riconoscibile. Non opera in modo plateale per conquistare il controllo di un territorio, ma cerca di controllare le finanze in modo da poter tirare nell’ombra i fili dell’economia internazionale. “Bisogna stare molto attenti”, ha sottolineato Michele Curto, ”nella lotta alla mafia non ci sono un bene ed un male facilmente individuabili, non ci sono il bianco ed il nero. Ora nel mondo c’è un grigio che sta divorando i vari paesi e quando si capisce se sotto a questo grigio si celava più bianco o più nero, può essere già troppo tardi per intervenire efficacemente. Flare sta creando da anni una rete europea di lotta alla mafia, per fare in modo che vengano introdotte a livello europeo delle leggi che aiutino a premiare chi sviluppa un´economia ed un mercato sano e legale.” Antonio Ingroia ha invece fatto notare che “l’esperienza italiana è fondamentale per non sottovalutare problemi a prima vista trascurabili, ma che con il tempo possono creare situazioni drammatiche. L’Europa non deve essere scettica sull’introduzione di leggi sulla confisca dei beni che, apparentemente sproporzionate o persino incostituzionali, sono in realtà l’unico strumento efficace per colpire la criminalità organizzata sul punto che le sta più a cuore: la ricchezza”.
(Sis)