Roma, 9 dic – Dinnanzi a questo quadro, ha continuato Porta, “nessuno pensi che noi italiani all’estero abbiamo perso la speranza, anzi: le mobilitazioni organizzate in tutto il mondo in queste settimane e quella annunciata per il prossimo 10 dicembre dai sindacati dei pensionati ci stimolano e ci impegnano a non desistere e a proseguire la nostra lotta; anche perché il Ministro dell’Economia Tremonti ci ha già anticipato che questi “agli”proseguiranno nel 2010 e che saranno ancora piùpesanti nel 2011.” “Non è solo la fine del rapporto dell’Italia con le sue collettivita’ all’estero – ha sostenuto Porta – ma è la fine della politica estera italiana così come noi l’avevamo conosciuta e apprezzata negli ultimi cinquanta anni.” “Per questi motivi occorre mantenere alta la protesta e soprattutto la partecipazione, a partire dalla conferma della prossima scadenza per il rinnovo dei Comites; noi parlamentari – ha aggiunto il deputato – faremo la nostra parte, continuando l’attività legislativa su tutti i fronti, compreso la riforma del Cgie che deve inquadrarsi nel prossimo disegno di riforma delle istituzioni”. Fabio Porta ha seguito anche la seconda giornata dei lavori dell’assemblea, intervenendo a conclusione della sessione pomeridiana. “Spero che, dopo la mancata approvazione alla Camera e al Senato degli emendamenti che tentavano di recuperare le risorse tolte dal governo all’assistenza ed alla lingua ed alla cultura italiana nel mondo, il Parlamento possa discutere – come proposto dalla bella e completa “Mozione Micheloni” – sul futuro delle politiche e del rapporto tra l’Italia e gli italiani nel mondo”.
“In questo senso considero di grande valore la ferma opposizione che i deputati e i senatori del PD hanno mantenuto di fronte al volgare ‘baratto’ democrazia-assistenza, da parte di chi pensa che sia possibile ‘risparmiare sulla partecipazione democratica’ per recuperare somme da destinare agli italiani nel mondo”. Con riferimento, infine, al dibattito sulla riforma di Comites e Cgie, il parlamentare del PD eletto in Sudamerica ha sostenuto che “i Comites non vanno ridimensionati, ne’ nel numero ne’ nelle loro attribuzioni che, semmai, andrebbero potenziate”, mentre il Cgie “andra’ riformato e adeguato alla presenza dei parlamentari eletti all’estero, come peraltro previsto dal documento gia’ elaborato ed approvato dallo stesso Cgie che noi deputati del PD prenderemo a riferimento per elaborare una specifica proposta di legge”.