Trieste, 16 giu – La “Saetta iridescente” a Ground Zero a New York, la cupola del Santo Sepolcro di Gerusalemme, la chiesa di Santa Irene di Atene con il Cristo Pantocratore, il Centro ricerche Fiat di Torino, il bagno turco di un lussuoso albergo di Tripoli, l’immensa hall di un albergo di Osaka, i diecimila metri quadri per l’inaugurazione del Foro italico di Roma nel 1938. E poi, Primo Carnera, i pannelli al “Malignani” di Udine, la centrale idroelettrica di Somplago, la vasca della piscina di Spilimbergo, una parete in bianco e nero per l’università di Trieste. Non c’è angolo di pianeta dove non ci sia una tessera della Scuola mosaicisti di Spilimbergo, e la mostra presentata nel palazzo del Consiglio regionale di Trieste intende proprio rendere omaggio a un’istituzione meritatamente nota in tutto il mondo.