Roma, 25 ago – Lo staff di Prigionieri del Silenzio, al rientro dalle vacanze estive, chiede di non far cadere le ombre del silenzio a quanti dei nostri connazionali vivono la detenzione all’estero. Tra le storie più discusse negli ultimi anni, l’associazione che si occupa dei detenuti italiani all’estero ricorda quelli di Giuseppe Ammirabile, condannato a 57 anni in Brasile “per dei reati di cui i massimi capi d’accusa sono caduti nel processo di appello ma la sentenza si è solo ridotta a 50 anni (sul sito ufficiale http://www.giuseppeammirabile.org è possibile entrare in contatto con Giuliana Giovene, instancabile moglie che corre da una parte all’altra del Brasile al solo scopo di avere uno spiraglio di giustizia)”; Carlo Parlanti condannato a 9 anni di reclusione in California “sulla base di dichiarazioni e prove false che la legge dispone come crimini, caso principe di Prigionieri del Silenzio per il quale nemmeno le istituzioni sia italiane che americane hanno il coraggio di confutarne le prove di innocenza”; Angelo Falcone condannato a 10 anni in India “per traffico di stupefacenti sulla base di dichiarazioni che lasciano molti dubbi”; Chico Forti condannato all’ergastolo in Florida “sulla base di indizi e un processo che lascia molti dubbi”; Claudio Castagnetta e Simone Renda di cui trovate articoli sul nostro sito, uccisi nelle carceri straniere da innocenti”: