Roma, 2 dic – L’emigrazione italiana è stata, in prevalenza, un’epopea popolare, fatta di povera gente e a costo di notevoli sofferenze, ma complessivamente gli italiani sono riusciti a raggiungere un positivo e stabile inserimento sul posto. E’ questa la conclusione a cui si giunge nel quinto Rapporto italiani nel mondo realizzato dalla Fondazione Migrantes in base anche all’indagine annuale condotta sulle attuali condizioni dei connazionali residenti all’estero. Secondo lo studio gli emigrati “comuni” hanno un’istruzione secondaria medio-alta (67,2%), si sentono per lo più integrati nel paese di accoglienza, dove non hanno problemi di lingua, sono proprietari di casa e si ritengono soddisfatti del lavoro che conducono. Non pensano di rientrare in Italia, ma tengono a precisare che quanto da loro conquistato è il frutto di anni di sacrificio.