Finalmente c’è il nome del colpevole, o meglio i nomi dei “probabili” colpevoli. Dalla Germania infatti arriva la notizia che “molto probabilmente” all’origine dell’epidemia di Escherichia Coli ci sono i germogli crudi di diversi ortaggi, tra cui quelli di soia e di fagioli, prodotti da una ditta tedesca della Bassa Sassonia. Scagionati invece definitivamente cetrioli, pomodori e lattuga. Ad affermarlo è Reinhardt Burger, direttore del laboratorio federale sulle malattie infettive, l’Istituto Robert Koch. Per Burger le persone che “hanno mangiato germogli hanno una probabilità nove volte più alta di soffrire di diarrea emorragica rispetto a coloro che non li hanno mangiati”. Come ha precisato la portavoce dell’istituto tedesco, l’azienda di coltivazioni biologiche di Bienenbuttel (chiusa oggi dalle autorità tedesche a tempo indeterminato) produceva 18 tipi di germogli “ma dato che non sappiamo ancora se c’è un tipo specifico di germoglio” responsabile dell’epidemia, tutti i 18 tipi di germogli crudi sono sospettati.
Nel frattempo dall’Ue arrivano parole rassicuranti sull’evoluzione della crisi provocata dal batterio killer, con il portavoce del commissario Ue alla Salute, Frederic Vincent, che ha dichiarato: “Sembra che si veda la fine del tunnel”. La Russia intanto ha deciso di togliere l’embargo sulla verdura europea (la conferma è arrivata dal presidente russo Dmitri Medvedev), una misura considerata da sempre “sproporzionata” da parte dell’Ue.
(Pif – 10 giu)