Una accesa polemica sulla validità del voto segreto: è quello che resta alla Camera dell’autorizzazione concessa ieri dall’Aula all’arresto del deputato Alfonso Papa. Il Pdl ha chiesto all’Ufficio di Presidenza della Camera di valutare la correttezza del voto di ieri dopo che i parlamentari del Pd e dell’Idv hanno reso riconoscibile il proprio voto votando con l’indice sinistro, che impedisce di fatto di raggiungere il pulsante del ‘no’. Secondo il Pdl sarebbe stato violato il principio del voto segreto e ci sarebbero dunque gli estremi per l’invalidità dello stesso. Una questione su cui si è espresso il presidente della Camera Gianfranco Fini in occasione della Cerimonia del Ventaglio a Montecitorio: “Ne abbiamo discusso questa mattina e continueremo la discussione valutando se l’attuale sistema garantisca la segretezza ma non si può contestare la legittimità del voto di ieri perché è stato regolare. Non credo che ci siano in alcun modo i presupposti per considerare il voto non valido”. “La questione della segretezza del voto è complicata – ha detto ancora Fini -. Ogni deputato ha il sacrosanto diritto di vedere tutelata la segretezza del voto e contemporaneamente ogni deputato ha piena facoltà di far conoscere come ha votato a scrutinio segreto”. Insomma ha spiegato Fini “la segretezza del voto è una facoltà di cui il deputato se vuole si può avvalere”. (21 lug – Clr)