Mino Martinazzoli, l’ultimo segretario della Democrazia Cristiana, è morto stamane a Brescia al termine di una lunga malattia. Nato a Orzinuovi, Brescia, nel 1931, avrebbe compiuto 80 anni il prossimo 30 novembre. Martinazzoli guidò il partito dello scudo crociato negli anni di Tangentopoli, venendo eletto segretario per acclamazione nel 1992 e traghettandolo verso la trasformazione nel Ppi. Un passaggio politico difficile, che segna l’inizio della diaspora democratico cristiana. In precedenza era stato deputato, senatore e più di una volta ministro. Dal 1994 al 1998 fu sindaco di Brescia, poi nel 2000 si candidò alla presidenza della Regione Lombardia ma venne sconfitto da Roberto Formigoni. Immediati i sentimenti di cordoglio e le reazioni da parte del mondo politico, che ne rievoca la figura: “Appresa la notizia della scomparsa di Mino Martinazzoli, parlamentare dal 1972 al 1994, senatore nella VI, VII, VIII e XI Legislatura, il presidente del Senato, Renato Schifani, anche a nome dell’Assemblea di Palazzo Madama, esprime ai familiari dell’ex segretario della Democrazia Cristiana e del Partito Popolare il più sincero e profondo cordoglio”. si legge in una nota dell’ufficio stampa del Senato, mentre il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini si dice “profondamente rattristato” dalla morte di Martinazzoli, “con cui – spiega – ho collaborato da giovane parlamentare nella vita della Democrazia Cristiana. Da lui mi hanno diviso non pochi giudizi politici, ma non è mai venuta meno la stima e il rispetto per la persona e per le sue qualità intellettuali e morali. Mi unisco con profondo cordoglio ai familiari e agli amici che ne piangono la scomparsa”. Il vicepresidente della Camera dei deputati e presidente dell’Udc Rocco Buttiglione definisce Martinazzoli “un grande combattente dell’ideale democratico-cristiano che abbiamo sempre condiviso e spesso portato avanti insieme, anche se altre volte le vicende della politica ci hanno portato a contrapporci. Ricordiamo con affetto un uomo di grande valore, e quell’ideale democratico-cristiano cui si si era votato noi continueremo a servirlo e portarlo avanti”. Dal Partito democratico, Walter Veltroni ricorda invece così l’ex segretario della Dc: “Era un politico e un uomo di grande serietà e rigore, colto, riservato e sempre attento alle esigenze dei più deboli, dei cittadini, del suo territorio – afferma Veltroni -. Ha avuto il compito difficilissimo di traghettare il partito cattolico dalla prima alla seconda repubblica e lo ha fatto con onestà intellettuale, con rigore morale”. “Ricordo che – aggiunge -, dopo la vittoria della destra nel 1994, subito dopo elezioni negative per il centro come per i progressisti, quando io avanzai l’idea di uno schieramento di centrosinistra lui fu il primo a dire di sì. E quello stesso anno condusse il centrosinistra alla conquista del comune della sua Brescia, ne divenne un sindaco memorabile e stimato. Uomo schivo e appartato – conclude Veltroni – ha svolto un ruolo importante per la democrazia italiana e per il centrosinistra”. (Red – 4 Set)
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