Roma, 12 ott – “Che senso ha riformare adesso Comites e Cgie? Alla luce di un’imminente riforma dello Stato, con la conseguente riduzione del numero dei parlamentari, infatti, ci ritroveremmo tra tre o quattro anni a dover mettere di nuovo mano alle leggi che regolano la nostra rappresentanza”. È la perplessità espressa da Augusto Sorriso, consigliere del Cgie, durante l’assemblea plenaria del Consiglio generale degli italiani all’estero alla Farnesina.