“Non arretreremo di un centimetro rispetto al cammino che stiamo percorrendo”: il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad è perentorio nell’affermare che il programma nucleare iraniano continuerà nonostante le forti pressioni della comunità internazionale, dopo la pubblicazione del rapporto dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, in cui si rilevano “indizi convergenti” sul fatto che l’Iran sia vicino alla costruzione di ordigni atomici. Ahmadinejad sottolinea che il rapporto dell’Aiea si basa su documenti “fabbricati da Washington”. “Non abbiamo bisogno della bomba – spiega – il popolo iraniano è intelligente, non si mette a costruire due bombe contro le 20 mila che voi avete”. Prima che prendesse la parola il leader di Teheran, l’ambasciatore presso l’Aiea Ali Asghar Soltaniyeh aveva affermato che l’Iran non abbandonerà mai “il programma nucleare, ma continuerà a collaborare con l’Agenzia internazionale per l’energia atomica”. Ramin Mehmanparast, portavoce del ministero degli Esteri, ha invece spiegato: “Abbiamo sempre annunciato di essere pronti a colloqui positivi e utili ma, come abbiamo detto ripetutamente, per fare in modo che quei negoziati siano di successo occorre avviarli in una posizione di uguaglianza e rispetto per i diritti delle nazioni”. Dopo la pubblicazione del rapporto dell’Aiea sul programma nucleare dell’Iran, molto dure sono state le reazioni di Francia e Gran Bretagna: il ministro degli Esteri transalpino Alain Juppé ha detto che “s’impone” una riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, invocando “sanzioni dure” mentre anche la Gran Bretagna pensa a un inasprimento delle sanzioni: “Stiamo discutendo come incrementare la pressione e stiamo analizzando eventuali misure unilaterali se l’Iran non rispetta le proprie responsabilità” ha detto il ministro degli Esteri britannico William Hague, aggiungendo: “Stiamo pensando a misure aggiuntive contro il settore finanziario iraniano, il settore del petrolio e del gas e l’identificazione di altri gruppi e individui coinvolti nel programma nucleare”. La Russia però fa sapere di non essere d’accordo: “Eventuali ulteriori sanzioni nei confronti dell’Iran sarebbero uno strumento per il cambiamento di regime nel Paese. Questo approccio è inaccettabile per noi e la Russia non intende prendere in considerazione tali proposte”. La Cina, invece, tradizionalmente vicina alla Repubblica islamica, invita Teheran a tenere sulla vicenda un atteggiamento di “sincerità e responsabilità”. Il governo israeliano, attraverso una nota del primo ministro Benjamin Netanyahu – che aveva imposto il silenzio stampa ai suoi ministri – invita invece la comunità internazionale a impedire all’Iran “di puntare verso armi nucleari, che mettono in pericolo la pace nel mondo e nel Medio Oriente”. Dall’Italia, infine, il ministro degli Esteri Franco Frattini sottolinea che “i contenuti del rapporto dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica non possono che alimentare forti preoccupazioni sulla reale natura del programma nucleare iraniano”. (Roc – 9 nov)