Il 75% ritiene che il marchio Unesco sia importante nella promozione di attività, il 52% lo considera garanzia di qualità, il 40% elemento di eccellenza. Unesco porta valore aggiunto nella tutela dei beni culturali (88%), nella promozione di beni naturalistici (86%) e in quella dei monumenti (84%). Per la prima volta dalla sua costituzione (1950), la Commissione nazionale italiana per l’ Unesco, ha avvertito l’ esigenza di rilevare la propria immagine percepita presso l’ opinione pubblica e gli opinion makers (rappresentanti del mondo della cultura, delle istituzioni e delle aziende). I risultati dell’ indagine nazionale “Il valore del brand Unesco” sono stati presentati alle istituzioni, alla business community e alla stampa, presso la presidenza del Consiglio dei ministri a Roma. Il primo rilevante dato è la straordinaria diffusione della conoscenza di base di Unesco, nota al 98% del campione, cui corrisponde un elevato indice di reputazione vicino all’ eccellenza, pari a 76 punti (oltre 70 è considerata area di eccellenza in valori compresi tra 0 e 100). L’ Organizzazione, infatti, riscuote un livello di fiducia del 69%, è ritenuta efficace al 75% e l’ 80% degli intervistati considera importante la sua mission. A tale notorietà, maggiore presso l’ opinione pubblica che sembra legare la positività del giudizio all’ autorevolezza delle Nazioni Unite, non sembra però corrispondere una reale e approfondita conoscenza della missione, dei compiti, delle attività e dei risultati di Unesco. Scavando in profondità emerge una forte identificazione dell’ Organizzazione con l’ ambito culturale, in particolare con la tutela dei beni culturali (77%) e naturalistici (68%); con la promozione e tutela delle culture locali (64%). Meno diffusa è la conoscenza di promozione e innovazione culturale (50%), di promozione dello sviluppo sostenibile (39%) e di tutela delle biodiversità (39%). (9 nov – red)